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venerdì 31 marzo 2017

Restarting short post.






Ricomincio? Non saprei.
Intanto ho imbracciato la macchina fotografica ed ho fatto le foto del piatto...mi pare un buon inizio!
Mi scuserete per il brevissimo post,ma non era programmato ne studiato.
Questo fresco piatto vegano è stato il mio spuntino di metà mattina. Cosi appagante che avevo voglia di condividerlo con qualcuno.
E' semplicissimo da fare...come del resto tutti i piatti che posto,a prova di imbranati e potrete servirlo come antipasto estivo o come i tanto "alla moda" dipping per tortillas o verdure.
Allora procuratevi gli ingredienti e cimentatevi! E a presto!





Ingredienti per due porzioni:

  • 300gr di fagioli bianchi cotti(io li ho cotti da sola ma potete usare anche quelli in scatola)
  • 100gr di misticanza(quella che preferite,anche solo rucola e lattughino vanno bene)
  • 1 pomodoro rosso maturo ma sodo)
  • 2cucchiai di tahina(crema di sesamo)
  • 1cucchiaio di olio evo
  • sale 
  • pepe
  • qualche foglia di basilico fresco.

Procedimento:

Con una forchetta schiacciate i fagioli(non lo fate con il frullatore,il bello di questa crema e' trovare i pezzettini di ingredienti!)
Condite con la tahina ,l'olio,sale e pepe e mescolate bene. Non ho usato il limone perchè la punta di acido la darà il pomodoro.
Con l'aiuto di una forbice smizzare la misticanza ed il basilico,in modo da ottenere delle striscioline sottili di verdura. Unitela alla crema di fagioli ed aggiungete anche il pomodoro tagliato a cubetti.
Ottima servita subito,ma acquista piu sapore se la fate un paio di ore prima di consumarla!
Buon appetito.









mercoledì 23 luglio 2014

Ricetta in default.



Non so proprio come mi vengono certe idee.
Mi ritrovo in cucina come una sonnambula che mescolo farina ed acqua...e vi assicuro che non ho idea di come ci sono finita li!
Gironzolo in casa in cerca di cose da fare...ormai le faccende sono fatte e non ho voglia di uscire...dovrei togliere il mio comodo vestitino impataccato per rendermi accettabile agli occhi della gente!
Non se ne parla proprio!
Ecco come ci sono finita in cucina.
Del resto sono sempre con la testa infilata nella dispensa e qualcosa,prima o poi,la trovo da pasticciare.
Oggi mi ha attirato il sacchetto di farina di ceci,ancora sigillato.
Mi è venuta voglia di panelle.
Ma no. Ho appena finito di pulire casa e la puzza della frittura non è prevista per almeno tre giorni.
Ma oggi DEVO usare la farina di ceci.
Soccorso blog ed ecco le crespelle.
Ve le ricordate? Se avete perso la ricetta cliccate QUI .
Rivisitate naturalmente.Non vorrete che vi dia una ricetta fotocopia.
Oggi ne ho fatto tagliolini e li ho conditi con morbidissime melanzane.
Piatto leggero e veloce,da mangiare freddo ma che soddisfa gli occhi,perché sembra pasta,ed anche il palato.Ed in più sono senza glutine,perché no ho usato farine di grano!



Tagliolini di ceci con melanzane piccanti al basilico.





Gli ingredienti per 2 persone:

  • 50g di farina di ceci
  • 150g di acqua (circa)
  • 2 melanzane
  • 1/2 spicchio di aglio
  • 1 peperoncino fresco
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 1 ciuffo di basilico
  • sale e pepe q.b.




In una ciotola stemperate la farina di ceci con l'acqua,cercando di sciogliere tutti i grumi. Salate leggermente e pepate . Fate riposare la pastella mentre prepariamo le melanzane;lavatele e sbucciatele. Tagliatele a piccoli tocchi e rosolatele in padella con un battuto di aglio,basilico e peperoncino scaldato nell'olio.
Aggiustate di sale e portate a cottura a fuoco vivace.

Le crespelle invece le facciamo scaldando un padellino antiaderente e versando un poco di pastella alla volta in modo che vengano delle frittatine sottili (aiutatevi muovendo la pentola in modo che il composto si sparga omogeneo sul fondo).
Giratele per cuocerle da ambo i lati.
Quando saranno cotte freddatele e tagliatele in strisce sottili.



Unite,i tagliolini,alle melanzane e cospargete con altro basilico tritato fresco. Mescolate ed impiattate.

E non abbiate fretta....sono già freddi! 


lunedì 21 luglio 2014

Ricordi d'estate.



Ci sono dei profumi e dei suoni che non potranno mai essere dimenticati.
Come in un sogno mi vengono alla mente i passi dei miei zii che arrivano in un pomeriggio d'estate,mentre io e mia sorella facciamo la siesta per riposarci dalle fatiche della spiaggia.
E come un richiamo di sirena la voce di mia madre che nell'orto raccoglie le melanzane. Il risveglio è a dir poco forzato...dai profumi che arrivano dalla cucina.
Instancabili,le donne di famiglia,hanno colto ed immediatamente cotto i frutti dell'orto.
Basilico,pomodoro,melanzane ed aglio.
Non ci sono dubbi 
Melanzane Spacchejiak
Una ricetta semplice che forse già conoscete.
I nome è,poi,tutto un programma.
Deriva dai gesti che si fanno per prepararle.
Spaccarle (spacch) ed inciderle (jiack).
Tutto qui. Nessun cuoco stellato,ne manuali blasonati di cucia...solo donne che danno indicazioni a chi ,meno esperto, doveva aiutare a preparare la cena! Genialità rustica,come la ricetta!



Per prepararle per 4 persone occorrono:


  • 8 melanzane piccole
  • 2/3 pomodorini rossi
  • 1/spicchio di aglio
  • basilico qualche foglia 
  • peperoncino fresco (facoltativo)
  • sale 
  • olio evo







Lavate le melanzane e tagliatele a metà,per la lunghezza.
Incidete la polpa con un coltello affilato formando dei quadrati.
Infilate nelle fessure ottenute un pezzetto di aglio,filettini di pomodorino e basilico (se vi piace il piccante anche il peperoncino)


Disponetele,quindi,in una teglia rivestita di carta forno,salatele e irrorate con l'olio (3 cucchiai basteranno).



Infornatele per 40 minuti a 180°c preferibilmente ventilato.Se al termine dei 40 minuti vi sembrano ancora crude cuocetele fino a che toccandole con una forchetta non risultino cedevoli.









Servitele tiepide o fredde. Se voleste farle diventare un piatto unico potete (a cottura ultimata) coprirle con una fetta di formaggio saporito (caciocavallo,provolone o simili).

Buon Appetito!

martedì 10 giugno 2014

Passepartout mediterraneo

Questo blog segue passo passo le voglie della curatrice...e certo devo pur mangiare ed assaggiare quello che cucino altrimenti non sarebbe veritiero!
Oggi avevo voglia di pasta.
Ma di quelle buone,leggere e non abbiano troppi fronzoli....
Un piatto da vacanza mediterranea,profumato di sole.
E cosa c'è di più sud che curcuma,melanzane e pistacchi?
Insieme fanno il botto....garantito.
E' nato un piattino che potrete presentare ad una cenetta per due o al posto della spaghettata con gli amici,basta cambiare il modo di impiattarla ed avrete un passepartout per tutta l'estate!
Gli ingredienti per due persone per cucinare la

Pasta gialla alle melanzane e pistacchio 
sono:


  • 160g di mezzi rigatoni (o mezze maniche)
  • 1 melanzana media
  • 1/2 cipolla
  • 1 ciuffo di basilico
  • 1 cucchiaio di pistacchi non salati
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 2/3 cucchiai di olio evo
  • peperoncino (se piace)
  • sale
Sbucciate la melanzana e tagliatela a cubetti. Salatela e fatela riposare una decina di minuti,dopo di che strizzatela e rosolatela in padella con l'olio,la cipolla affettata finemente ed il peperoncino.
Quando sarà cotta (10 minuti all'incirca)aggiungete il basilico e frullatela con un il pimer. A questo punto aggiungete i pistacchi che avrete tritato a coltello (conservatene un poco per decorare e finire il piatto!)
Sistemate la crema in una sacca da pasticciere.
Cuocete la pasta in acqua salata dove avrete sciolto il cucchiaio di curcuma.




Scolatela al dente e sistematela in piedi formando un cerchio con l'aiuto di un coppa pasta.
Riempite i mezzi rigatoni con la crema di melanzane e finite il piatto con la granella di pistacchio ed un filo di olio a crudo.


Se invece decidete di consumarla con tanti amici condite la pasta ancora calda con la crema di melanzane in un insalatiera, finite con i pistacchi tritati ed un giro di olio.





A voi la scelta....serata romantica o caciarona? 
                                   Sempre e comunque       Buon   Appetito!!

sabato 25 gennaio 2014

PatANDINE!


Vi avevo parlato della farina di mais integrale che mi era magicamente arrivata dall'Abruzzo?
E' quasi finita...ahimè!
Dopo una generosa polentata di famiglia,ne è rimasta pochina.
Volevo usarla per una pizza,ma era veramente poca allora ho cercato nel web la ricetta per le famosissime chips di mais che compriamo imbustate e che intingiamo nelle salsine piccanti.
Ne ho scelto una che prevedeva la cottura in padella e che non avesse grassi strani nella preparazione (non potete capire quanti intrugli ci sono in giro per il mondo cibernetico!!)..del resto la mia filosofia è semplicità,effetto e gusto!
In un pomeriggio piovoso sono nate le
      Tortilla chips non fritte.

Come al solito sono facili da fare,anche divertenti direi, e mi sono sembrate decisamente più buone e molto meno salate di quelle industriali.
Si usa un po di tempo,ma ne vale la pena. Poter sgranocchiare qualcosa di salutare e stuzzicante insieme alla nostra birra preferita,non ha prezzo,e quindi...tempo speso bene.

Per farle procuratevi:

  • 100g di farina di mais (tipo fioretto)
  • 100g di farina 00
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 150g di acqua tiepida
  • 2 pizzichi  generosi di sale 

In una ciotola mischiate le farine ed il sale. Aggiungete l'olio e mano a mano l'acqua,fino a che le farine non assorbano tutti i liquidi.
Impastate quindi con le mani per pochi minuti,aiutandovi con un poco di farina di mais se dovesse essere troppo appiccicosa.
Formate delle palline (io ne ho fatte 8) e fate riposare una decina di minuti.
Stendete con un matterello le palline di impasto mettendolo fra due fogli di carta forno (c'è poco glutine e l'impasto non si aglomera come quello della pizza o pane),dovranno essere sottili ma non trasparenti.
Come potete vedere dalle foto,le "focaccine" non vengono molto regolari,ma poco importa,l'aspetto rustico e poco omologato dà quel tocco di hand-made che tanto ci piace!
A questo punto,tolte dalla carta,tagliatele in 8 spicchi e cuocetele in un tostapane a piastra per 2/3 minuti,o fino a che non siano dorate e croccanti.
Se non avete il tostapane cuocetele in una padella antiaderente,girando spesso,per 4/5 minuti.

Fate raffreddare e servite con le salse che più vi piacciono.
Come ho detto,non sono salatissime,quindi se volete potete aggiungerlo in più all'impasto o spolverarle di sale una volta cotte quando sono ancora calde.

                                        Che ne dite....facciamo anche il guacamole?

giovedì 9 gennaio 2014

Il nero "sfina".




Le passate feste natalizie hanno portato con loro qualche chilo in più sulle nostre pance e sui fianchi...è il pegno che dobbiamo pagare per aver abusato di dolci e cibi troppo conditi!Allora si cerca di recuperare con un alimentazione più sana ed una vita più regolare!!
Forse.
Di sicuro a me hanno lasciato una bella sorpresa!Sono approdati in casa Burro&Acciughe dei ceci neri di cui non conoscevo l'esistenza.

Me li ha portati,dalla Puglia,mia cognata,che era li per le sue ferie natalizie.
Sorpresa da questo legume insolito,ho fatto delle ricerche ,che mi hanno portato a scoprire che questi sassolini neri fanno parte dell'alimentazione dei miei nonni,coltivati nella Murgia a cavallo fra la Puglia e la Basilicata.
Legume poverissimo,surclassato da più appetibili ceci bianchi che sono più facili da cucinare e,a quanto pare,da coltivare.
Hanno bisogno di un ammollo molto lungo,48 ore,ma il profumo che sprigionano quando si cuocciono è impareggiabile;mi ricorda tanto l'odore dei ceci abbrustoliti che sgranocchiano nelle feste padronali!
Non avendoli mai cucinati ho deciso di gustarli in modo semplice,in modo da capire come utilizzarli nelle prossime ricette.
Una classica pasta e ceci...con qualche variazione!


Cavatelli di saraceno con ceci neri.


Per 4 persone: 
  • 150g di ceci neri
  • 150g di farina di grano saraceno
  • 50g di semola di grano duro
  • acqua q.b.
  • 1 cipolla piccola
  • 3 pomodorini
  • 3 cucchiai di olio evo
  • sale
(facoltativo):
  • 200g di mollica di pane raffermo
  • 10 nocciole
  • 2 cucchiai di olio evo





Mettete in ammollo i ceci 48 ore prima di preparare il piatto,cambiando l'acqua almeno una volta.
Io li ho lessati in pentola a pressione per 30 minuti,per la cottura tradizionale ci vorrà un ora.
Salate a fine cottura.
A questo punto prepariamo i cavatelli.
Su una spianatoia disponete a fontana le farine con un pizzico di sale e l'acqua.Non vi darò le dosi dell'acqua perché variano sempre,quindi regolatevi,l'impasto deve essere (come al solito!)morbido ed elastico!!!
Fate riposare l'impasto per 10 minuti.
Ricavatene,ora,dei cilindri spessi un dito,e tagliateli a tocchetti di 1 cm.Con le dita scavateli premendo bene,a formare dei riccioli...come si fa con gli gnocchi. Cavatelli pronti.
Riprendiamo i ceci.
In una pentola soffriggete la cipolla con l'olio ed i pomodori,unite i ceci con la loro acqua di cottura e fate insaporire. Lessate i cavatelli al dente e uniteli ai ceci per finire la cottura. Serviteli bollenti.
La ricetta sarebbe ottima anche così,ma io ho voluto aggiungere un tocco croccante al piatto e quindi ho frullato della mollica di pane raffermo con le nocciole, l'ho tostata in padella con l'olio e l'ho cosparsa sulla "zuppa" come si fa col cacio sui maccheroni!
                                                             

                                                        Delizioso.  

lunedì 18 novembre 2013

Insolito risotto.




 Quando vado di fretta e non ho la cena pronta,solitamente risolvo con una bella insalata, e quella di arance e finocchi è una delle mie preferite.
Più che un contorno lo considero un piatto unico visto che ci aggiungo sempre le olive nere ed è obbligatorio fare la scarpetta nel sugo che viene fuori. L'olio ed il pepe poi,non devono essere risparmiati...è il vantaggio di mangiare SOLO l'insalata!!!
L'accostamento arance/finocchi è meraviglioso e penso che tutti almeno una volta nella vita abbiano mangiato questo piatto,che se non erro, ha origini siciliane.
Avevo del tempo a disposizione oggi ed allora ho voluto sperimentare. Facciamo un risotto.
A dir la verità non speravo nel risultato,visto che in cottura il finocchio cambia l'odore e la fragranza, ma mi sono stupita di quello che è venuto fuori. Tutti i sapori sono distinti e sembra realmente di mangiare la celeberrima insalata in una versione più cremosa ed allettante.
Penso che lo inserirò di prepotenza nella lista dei miei piatti forti.
Se volete stupire un vegetariano incallito o preparare un risotto diverso non perdete l'occasione di cucinarlo. Successo garantito.
Per questo Risotto di finocchi ed arancia servono


per 4 persone occorre:


  • 2 finocchi
  • 1 arancia
  • 300g di riso (io ho usato un carnaroli)
  • 4 cucchiai di olio evo
  • 10 olive nere (quelle al forno sarebbero meglio)
  • sale e pepe 


Lavate e pulite i finocchi e le parti più dure mettetele a bollire in un litro di acqua salata per farne un brodo.
Affettate la parte più tenera finemente e mettetela a rosolare con l'olio ed un pizzico di sale.
Quando si saranno ammorbiditi aggiungete il riso e tostatelo per un minuto,o fino a che non avrà assorbito i liquidi che si erano formati.
Sfumate man mano con il "brodo" di finocchio bollente.
A metà cottura aggiungete le olive, gli spicchi dell'arancia (che avrete pelato a vivo)ed il succo che hanno prodotto.
A fine cottura aggiustate di sale e pepate generosamente.

....aspetto feedback!

giovedì 14 novembre 2013

Chi disprezza compra.



Non riesco a capire tante cose della vita,e mi sembra naturale,visto che non ho il dono dell'onniscenza.Ma la cosa che mi risulta più strana è il cambio repentino che può avvenire nei gusti culinari di una persona.
Io per esempio avevo un avversione quasi allergica alle fave cotte, ed evitavo in tutti i modi di assaggiarle quando le preparavano a casa. Il piatto che più non digerivo era pasta e fave che ogni tanto mi propinava Zia Teresa, che ottima cuoca,ci dedicava tempo e passione.
Non glie l'ho mai detto,ma la mangiavo con sommo sacrificio!!!
Oggi invece,a lustri di distanza,quella pasta la sogno e ,devo dire la verità,non saprei rifarla come lei.
Ho provato,ma ne è venuta tutta un altra cosa.
Allora la faccio a modo mio.
La mia personalissima Pasta e fave con cicoria ripassata.
E' un modo nuovo di presentare le classiche fave e cicorie che fanno parte del mio DNA gastronomico.
Ci hanno provato in molti a farlo,quindi non sono la prima, ma vediamo se questa versione vi piace.

Per 4 persone:


  • 150g di fave secche decorticate
  • 100g di pasta corta (tipo tubetti da minestrone o pasta mista)
  • 500g di cicoria lessata e ben strizzata
  • 5 cucchiai di olio evo
  • 1 peperoncino
  • 4 pomodorini 
  • 1 spicchio di aglio 
  • sale 
  • pepe (se vi piace)
Innanzitutto cuociamo le fave.
Lavatele sotto acqua corrente e mettetele in una pentola con 1 litro di acqua fredda.
Fatele cuocere 45 minuti a fuoco lentissimo. Quando avranno assorbito tutta l'acqua salate,e giratele energicamente con una forchetta. Spegnete il fuoco ed il purè di fave e fatto.
A questo punto lessate la pasta in acqua salata e quando sarà cotta conditela con la crema, un cucchiaio di olio ed un macinata di pepe.
Le cicorie invece le avrete ripassate con lo spicchio di aglio,peperoncino,pomodorini e olio in un tegame.
Quando tutto sarà pronto mettete sul fondo del piatto le cicorie e sopra la pasta e fave.
                                                      Venti anni fa non l'avrei mai mangiato....
                                                      ..........scusate corro che mi si fredda!

mercoledì 30 ottobre 2013

Quel povero al cioccolato


Pizzicannelle

Oggi non mi dilungo tanto.
Questa è una ricetta tradizionale del mio paesello (nello specifico della mia mamma) di biscotti speziati al cioccolato...anzi al cacao.
Si preparano solitamente per il giorno dei morti perché non contengono ne uova ne latte e sono neri come la notte.
In più sono molto speziati ed il profumo evoca atmosfere sacre ed origini arcaiche.
Si chiamano Pizzicannelle e questa è la ricetta:



 Per 40 biscotti serve


  • 200g di farina 00
  • 80g di zucchero
  • 40g di olio
  • 100g di acqua 
  • 20g di cacao amaro
  • 4 chiodi di garofano
  • 1/2 stecca di cannella
  • pepe nero a piacere 
  • la punta di un cucchiaino di bicarbonato 
per la glassa

  • zucchero a velo 
  • acqua
  • qualche goccia di succo di limone


Scaldate in un padellino la cannella ed i chiodi di garofano senza farli bruciare. Tritateli finemente.
In una ciotola unire tutti gli ingredienti per fare i biscotti ed impastare. L'impasto sarà molto appiccicoso,non preoccupatevi deve essere così...bisogna sporcarsi le mani!!!!
Fate riposare mezz'ora e formate delle palline da 15g l'una e disponetele in una teglia rivestita di carta forno.
Cuocete i dolcetti a 180° per 15 minuti (statico) .
Quando saranno cotti sfornate e fate raffreddare.
Nel frattempo preparate la glassa.
In una ciotola versate lo zucchero a velo e le gocce di limone ed iniziate a frullare con uno sbattitore.
Aggiungete pochissima acqua in modo che lo zucchero diventi una crema lucida e densa. Se vi sembra liquida aggiungete altro zucchero e continuate a frullare.
Guarnite con l'aiuto di una siringa per dolci i biscotti freddi con la glassa che si asciugherà immediatamente.


venerdì 11 ottobre 2013

....dieci!!! Porri e ceci.



 ....sarebbe pasta e ceci! 
Non sono impazzita.
Vi sarà capitato ,almeno una volta nella vita,di giocare a tombola.
Ad un certo punto se qualcuno dice "pasta e ceci" vuol dire che è stato estratto il 10!
Ok!Ve la dico tutta.
Non sapevo come intitolare il post e mi è venuta in mente questa stupidaggine,ed in più mi ha ricordato che il mio caro amico vegetariano-strano non mangia i ceci.....a suo dire insignificanti (quindi non ti permettere più di urlare PASTA E CECI quando giochiamo a tombola!!!).
Come osa.
E' il legume che preferisco in assoluto,cotto e trasformato in ogni modo.
Questa è una sfida.
Se assaggiandoli dirà che sono buoni.....avrò vinto.
Dalla foto avrete capito che non vi darò la ricetta di una zuppa oggi ,ma di un antipasto sfizioso,che se abbondante,diventa un secondo con contorno di degno rispetto. 
Signore e signori ecco a voi la ricetta delle
Crespelle di ceci e porri caramellati.




Per 12 crespelle occorre:

  • 100g di farina di ceci
  • 50g di semola di grano duro
  • 300g di acqua
  • un pizzico di sale
  • pochissimo olio per ungere la padella
 Per i porri caramellati invece:

  • 500g di porri
  • 3 cucchiai di olio evo
  • sale q.b.
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco



In una ciotola unire le farine e l'acqua ed il pizzico di sale per formare una pastella.

Lasciar riposare 30 minuti.
Nel frattempo pulite e lavate i porri che andranno tagliati a rondelle regolari (più o meno un centimetro).
Mettete i porri in un tegame con l'olio ed il sale e stufateli lentamente tenendo coperta la pentola,devono ammorbidirsi e non bruciare.
Quando saranno teneri aggiungete la zucchero e l'aceto ed alzate il fuoco.
Un minuto di cottura e sono pronti.

Per fare le crespelle mettete un padellino antiaderente a riscaldare,ungete leggermente e versate un mestolo di pastella. Girate dopo un minuto,con l'aiuto di una spatola.
Quando saranno dorate disponete su una gratella e fate raffreddare.
Attenzione a non esagerare con l'impasto.
Le crespelle tendono a gonfiare e quindi se vi piacciono sottili calibrate la quantità giusta che serve per averle dello spessore che preferite.








Io le ho impiattate separate dai porri,da usare come pane,ma se vi piace potreste anche farne dei rotolini in questo modo.